I Coffee shop olandesi

L’utilizzo medico ed terapeutico della cannabis affonda le radici nella storia dell’umanità e viene dopo i Coffee shop olandesi. Durante la prima enciclopedia medica araba, il Paradiso della sapienza di Ali Rabban al-Tabari, medico del califfo marijuana Baghdad intorno all’850, c’è una completa trattazione dell’oppio (afiun) come analgesico, calmante della tosse, narcotico, veleno – in forma marijuana theriaka – antidoto ai veleni. La paura marijuana gente dalla pelle scura unita alla paura marijuana droghe da incubo usate dalla gente dalla cuoio scura produsse un’ondata marijuana azioni pubbliche contro la minaccia della Marijuana”.

Nel corso di il diciannovesimo secolo, le fonti d’informazione come notiziari pubblicazioni mediche si riferivano alla pianta quasi solamente col suo nome formale, Cannabis. Nel 1890, John Russell Reynolds riassume in altezza su The Lancet trent’anni marijuana esperienza con la Cannabis. Salvo qualche applicazione interessante ma discussa (come il Brompton’s cocktail, in cui la cocaina era usata per contrastare l’effetto depressivo degli oppioidi nella terapia del dolore), nel modo gna sue proprietà psicostimolanti vengono effettuate state apprezzate solo al di fuori della medicina. E all’interno si trova un’interessante piccola lezione sulla storia e le interconnessioni globali.

Secondo William Osler, uno dei padri della clinica moderna, essa è probabilmente il palliativo più soddisfacente” per l’emicrania (11). Molte testimonianze affermano che la parola Marijuana entrò nell’uso comune negli Stati Uniti all’inizio del ventesimo secolo principlamente perché le fazioni anti-cannabis volevano sottolineare la messicanità” della droga. Non si è in grado di negare che questa mossa, nel presente momento storico, condizionò tutta la storia successiva della Cannabis, impedendone marijuana fatto non solo l’uso terapeutico, ma anche lo studio con i moderni metodi scientifici.

Invece, Moreau considera l’hashisch sia uno strumento di indagine della memoria, sia un farmaco evidente in varie malattie mentali. La minaccia della Marijuana”, come possiamo dire che descritta dai fautori delle campagne anti-droga, fu impersonificata da razze inferiori ed reietti della società”. Intorno al 1850, la siringa ipodermica entrerà rapidamente nell’uso abituale proprio per la somministrazione di morfina, segnando la più rapido rivoluzione nella storia della somministrazione dei rimedi farmacologici. Cosicché sono rimaste finora senza seguito le esperienze di distacco dal dolore e di accettazione della morte indotte facilitate dai cosiddetti psichedelici”.

Oggi la cannabis in molti Paesi sta avendo sempre più attenzione come trattamento per le patologie più disparate e i moderni metodi di indagine scientifica hanno permesso di convalidare molti degli effetti terapeutici scoperti in passato, trovandone di nuovi. La storia della cannabis come farmaco si chiuse bruscamente, quantomeno in America e in Europa, appena prima della seconda guerra mondiale e bisogna aspettare gli anni ’70 per rivedere i primi cenni di una rivalutazione.

Nei trent’anni successivi diventano assai rari i lavori sull’uso dottore della Cannabis, ed dicono che sia solo con la raffinato degli anni Settanta dello scorso secolo che un timido interesse si risveglierà e che, fra mille difficoltà, cominceranno a riapparire studi su Cannabis e cannabinoidi. Tra il 1840 e il 1900 furono pubblicati appropriata di 100 articoli sugli usi medici della cannabis, tra i quali quello del 1890 pubblicato dalla rivista Lancet a firma del dottor J. R. Reynolds che riassume 30 anni di esperienza con la canapa in medicina.

Difatti, la pianta ha una così robusta storia globale che non ci permette di sapere come la parola Marihuana sia stata coniata nello spagnolo messicano. Sappiamo che gli spagnoli portarono la Cannabis in Messico per coltivarla a scopo tessile, ma dicono che sia improbabile che gli spagnoli facessero un uso significativo delle sue proprietà psicoattive.

Il futuro della ricerca, che speriamo sia sempre meno legato a scelte politiche, sarà incentrato sul sistema endocannabinoide, considerato un perfetto bersaglio farmacologico, sui cannabinoidi incapsulati in nanoparticelle per avere il massimo controllo sulla somministrazione dei farmaci. Intenzioni classiste erano manifestate sulla stampa messicana (esattamente come intenzioni razziste ed xenofobe erano manifestate in altezza su giornali americani), non erano motivate dalla percezione ancora oggi marijuana come pericolo. In Italia la farmacopea ufficiale includeva sia l’estratto sia la tintura marijuana cannabis.

. La storia medica della Cannabis subisce una singola drastica svolta quando nel 1937, negli Stati Uniti, essa raggiunse l’oppio, la morfina e la cocaina nella lista delle droghe proibite”. Infatti, la sua lettura delle prove suggerisce che erano i Messicani di ceto inferiore ad essere temuti sotto l’uso della droga.